In seguito ad un corso a cui ha partecipato una nostra amica (utente del diurno di Aosta) ci siamo incontrati per fare due chiacchiere.

La nostra amica ci ha parlato appunto di una nuova figura emersa nell’ambito della salute mentale: l’U.F.E. Gli utenti famigliari esperti sono tutte quelle persone che hanno acquisito consapevolezza del proprio sapere esperienziale legato alla malattia mentale e dell’ opportunità di aiutare altri utenti e famigliari nel loro percorso di cura. Questo ci dimostra che un problema si può trasformare in una occasione lavorativa.

Ma dove può lavorare un U.F.E.? Un U.F.E. può lavorare: in casa, in comunità, in psichiatria, nelle case famiglia, ovunque la sua esperienza possa aiutare chi è in difficoltà.

Ma come si diventa U.F.E. e soprattutto dove tutto questo è cominciato? La nostra amica ci spiega che questa idea nasce a Trento e che, al momento, questa pratica è presente solo in alcune regioni italiane.

La nostra speranza è che presto questa novità possa raggiungere anche la nostra regione. A volte un contatto umano può essere molto utile e chi meglio di un utente esperto può aiutarci? In effetti chi ha vissuto un problema sulla propria pelle spesso riesce ad ascoltare e capire con una maggiore consapevolezza chi si trova in difficoltà. Bisogna ricordare però che non tutti gli utenti possono essere U.F.E. Infatti è necessario aver raggiunto un equilibrio sufficiente nel percorso di cura per avere l’abilità di accogliere ed ascoltare.


U.F.E. Uno strano oggetto non identificato.